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A FRADE MEU
de Maria Giovanna Carboni
In un angulu de sa mente
una ferida ispinosa;
t’est mancada s’isperantzia
de s’incras e su presente.
Eterna e dolorosa
sa tua arregurdantzia:
una gana repente
de ti ‘attire un’orrosa.
E in sa luntanantzia
intenne su caente
de s’istrinta caritziosa
a s’anima e sa sustantzia.
Is alas pigat su dolu
e girat a furriette
e arrìbat su contzolu.
Che pipiu in su presepe
t’anninno in su brassolu.
Auguri! est Santu Giuseppe.
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| in ricordo di Tonello Carboni
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Carbonia, Iglesias e le miniere nel blu
Emozionante itinerario a Sud-ovest. Tra mare e gallerie nelle falesi
Il parco geominerario della Sardegna, riconosciuto anche dall'Unesco, è una piacevole scoperta per chi coniuga interessi culturali e .... SEGUE
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Dal Territorio
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Francesco Cossiga nel ricordo di un emigrato
Il giudizio che io e gli altri sardi di Pavia (ma direi in generale tutti i sardi emigrati) abbiamo sempre avuto di Francesco Cossiga è stato riferito al Grande Sardo, al di qua quindi di ogni valutazione e differenziazione politica. Devo dire peraltro che Cossiga ha sempre meritato questo riconoscimento morale come “padre della patria sarda” non solo perché ogni volta che poteva faceva cenni a fatti della storia e della cultura isolana ma anche perché ha sempre sostenuto le battaglie del mondo dell'emigrazione sarda per ottenere conquiste materiali (le tariffe aeree agevolate secondo il principio della continuità territoriale) e “politiche” (per il diritto degli emigrati sardi ad avere una rappresentanza nel Consiglio regionale della Sardegna). L'emigrazione sarda nel mondo perde sicuramente un testimonial di livello regionale, nazionale e internazionale ma perde anche un conoscitore profondo della cultura dell'isola.
Cossiga ha scritto una densa prefazione (mi limito a un caso che mi tocca da vicino) al volume curato da me e da Salvatore Tola nel 2005 intitolato “Il tesoro del Canonico.Vita, opere e virtù di Giovanni Spano (1803-1878)”, miscellanea di 16 saggi dedicati al sacerdote-intellettuale sardo che nell’Ottocento fondò nell’isola le ricerche in ambito archeologico e linguistico. Durante la presentazione ufficiale del libro nella chiesa parrocchiale di Ploaghe (in cui si assieparono oltre 500 persone) e durante il pranzo fui accanto a Cossiga, che mi si confermò straordinariamente preparato sui temi della storia e della cultura di un' isola che lui amava definire “nazione incompiuta”.
A me non sembrò vero comunicargli che avevo fatto conoscere anche sui giornali pavesi la figura di Bainzu Cossiga, il suo bisnonno poeta (Chiaramonti, 1809-1855), autore in particolare di un insieme di poesie religiose che furono pubblicate con il titolo Su Poeta Christianu («o siat Sa Doctrinetta in sonettos logudoresos cum algunas cantoneddas sacras»). Sapevo che lo avrei colpito al cuore ricordando il suo antenato. Cossiga ricambiò la cortesia “paesana” (eravamo a Ploaghe, paese natale di Giovanni Spano ma anche mio) dicendomi che non ignorava che di Ploaghe era la madre dei fratelli Mameli (Efisio ed Eva, quest'ultima madre a sua volta di Italo e di Floriano Calvino) e soprattutto che erano stati attivi entrambi presso l'Università di Pavia. Mancò poco che non mi nominasse il volume “Pavia in grigioverde: avvenimenti e cronache della città negli anni del primo conflitto mondiale” di Augusto Vivanti, in cui entrambi i fratelli Mameli sono più volte citati...
Addio Presidente!
Paolo Pulina, Pavia
Paolo Pulina è vicepresidente vicario del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia e responsabile Comunicazione della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia).

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| Sostegno degli emigrati ai pastori sardi in lotta
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A sostegno della lotta dei pastori sardi, riceviamo e volentieri pubblichiamo questa poesia di Paolo Pulina:
Gli emigrati solidali col movimento dei pastori sardi
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Gli emigrati si dichiaran solidali
col movimento dei pastori sardi:
chiedono sostegni fondamentali
che la loro attività salvaguardi.
Per le loro richieste sacrosante
niente santi in paradiso tipo Lega:
superi le quote latte giù pesante?
Paracadute “legale” Lega non nega!
In Sardegna guai a favorire l'export
del pecorino per gusto senza pari;
si preferisce praticare altro sport:
fare assist agli industriali caseari.
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Chi son mai i pastori “protestanti”?
Vadano a “predicare” senza rompere.
Se vogliono sviluppo per tutti quanti,
vadano nel duty free a far compere!
I pastori non vogliono sentire ragione
e continueranno a dire le loro ragioni;
aspettano fatti concreti dalla Regione
che migliorino le loro condizioni.
Hanno il sostegno degli emigrati sardi
in quanto chiedono a Cagliari e a Bruxelles
interventi doverosi senza ritardi:
non pretendono biglietti per le Seychelles!
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Paolo Pulina, Pavia
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18 Aprile. Per la rassegna” cucinare in sardo” si è svolta l’annunciata preparazione dei dolci sardi. Grazie all’abilità delle socie Gesuina, Wanda, Luigia, Gianna , Sebastiana, d ella Presidente Elena, tutti i presenti hanno potuto assaporare i dolci prodotti.
I primi ad essere stati sfornati sono stati i bianchini in sardo detti anche bianchittos marigosos, o suspiros a secondo della località di produzione.Secondi, is pardulas o casadinas altro dolce tipico della maggior parte dei paesi della Sardegna,cambia il nome ma non la sostanza.
Infine una inf inità variegata di ciambelline, dette zambellas o ciambellas sempre a secondo della localita di provenienza.
Brave! e grazie a tutte le pasticciere, per averci addolcito con queste prelibatezze.
Ricordiamo che la rassegna “Cucinare in sardo” segue una cadenza mensile. Arrivederci alla prossima quindi….
.Per le ricette premere QUI Per le foto QUI
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DOMENICA 7 MARZO 2010
In occasione della Festa della Donna
“ Grazia Deledda:incontro con una donna”
con Pasqualina Deriu
La conferenza di domenica 7 marzo, è stata presentata da Elena Bacchitta presidente del Circolo, che ha ricordato la festa internazionale della donna con l'omaggio alla grande Donna e letterata Sarda, Grazia Deledda, vincitrice del premio Nobel per la letteratura che l'Accademia svedese le conferi' nel 1926, ancora oggi unica letterata italiana.
La conferenza è tenuta da Pasqualina Deriu che nella sua breve ma incisiva trattazione mette in risalto tutte le qualità della Deledda come donna e come scrittrice. Interessante ed apprezzata dal pubblico che ha partecipato attivamente con domande e brevi interventi, ha ricordato il legame della scrittrice con la terra sarda, con le tradizioni, con i costumi e con il paesaggio incredibile della Sardegna che Grazia Deledda ha fatto consocere a tutto il mondo.

Grazia Deledda naque a Nuoro il 27 settembre del 1871, da una famiglia benestante. Inizia a scrivere giovanissima e già nel 1888, all'età di soli 17 anni pubblica il suo primo racconto: Sangue Sardo.
Tutti i personaggi e in particolare le donne daleddiane sono caratterizzate da forti sentimenti d'amore, di odio, di colpa, e dalla consapevolezza dell'ineluttabilità del destino. Descrive con uno stile originale la natura, gli usi e i costumi barbaricini, rendendo con impareggiabile realismo gli stati d'animo degli abitanti della terra sarda. I personaggi femminili della narrativa, da Marianna Sirca a Regina, sono anche proiezioni letterarie di una grande scrittrice che, fiera del suo essere sarda, allargo' la propria coscienza di donna a tutta l'umanità.

Pasqualina Deriu è nata a Silanus (Nuoro), vive a Milano dove insegna italiano e storia.
Giornalista pubblicista, redattrice della rivista Novas (Notiziario della FASI). Ha pubblicato la raccolta di poesia Cala Sisine e dintorni (L’autorelibri, Firenze, 1997); Racconti di poesia, a cura di C.U.E.M., Milano, 1998 (interviste a poetesse contemporanee) ; Saggi di didattica dell’italiano in AA.VV., Il laboratorio d’italiano, Unicopli, Milano, 2002,
Perr vedere le foto premere QUI
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SOLIDARIETA’ AGLI OPERAI IN LOTTA DELL’ALCOA
Gli emigrati sardi organizzati nell'Italia continentale nei circoli della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI) hanno seguito con crescente preoccupazione l'evolversi della situazione degli operai dello stabilimento dell'ALCOA (fabbrica di alluminio) di Portovesme fin da quando alcuni dipendenti nel novembre scorso sono saliti in cima a un silos (a circa sessanta metri di altezza dal suolo) dello stabilimento nell'area industriale per protestare, a nome di tutte le maestranze, contro la prospettiva di chiusura della fabbrica. Abbiamo apprezzato le parole di solidarietà espresse dal Papa (domenica scorsa, all'Angelus) ai lavoratori dell'Alcoa, che ormai da tre mesi lottano per impedire la fermata della fabbrica, ribadita anche nell'ultimo vertice del 7 gennaio dalla proprietà americana. La chiusura dello stabilimento dell'ALCOA rappresenterebbe un colpo micidiale al già debole tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente: non a caso al sit-in a Roma hanno partecipato rappresentanti di tutte le fabbriche in crisi del polo industriale di Portovesme: oltre ad Alcoa, Eurallumina, Portovesmesrl, Rockwool e Otefal, ex Ila. Gli emigrati sardi, esprimono la propria solidarietà ai lavoratori in lotta per il diritto al lavoro. La multinazionale americana deve essere obbligata a sedersi al tavolo delle trattative; non le si può permettere di pensare che la salvaguardia dei suoi profitti dipenda dalla riduzione sul lastrico di alcune migliaia di persone. Tanto più se si considerano gli ingenti aiuti finanziari ricevuti dal Governo Italiano. In rapporto agli esiti del confronto a Roma tra Governo e azienda, gli emigrati sardi dichiarano la propria disponibilità a mobilitarsi a fianco delle giuste rivendicazioni degli operai dell'ALCOA di Portovesme e delle altre fabbriche in lotta nel Sulcis.
Paolo Pulina
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Domenica 13 dicembre 2009 Festa delle associazioni
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Consegnato ai ragazzi di Linate il 1’ PC VERDE!

Il nostro progetto, avviato per riciclare vecchi Personal Computer pieni di polvere, inizia a dare i primi risultati !
All’inizio del 2009, abbiamo avviato PC VERDE in collaborazione con il Circolo Nuova Sardegna e YTECK di Tribiano e con il contributo degli Ass.ti alla Cultura ed alla Ecologia del Comune di Peschiera Borromeo.
Il progetto prevedeva il riutilizzo di Personal Computer dismessi ed altrimenti destinati allo smaltimento: dopo averli raccolti, i vecchi PC sono stati ricondizionati e messi GRATUITAMENTE a disposizione di associazioni, scuole ed enti pubblici.
Molti cittadini ci hanno portato ingombranti e polverosi PC ed ora abbiamo consegnato il primo Personal Computer ai ragazzi del Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) di Linate.
Ma altri 3 Personal Computer sono gia’ pronti per l’installazione: basta solamente che l’Amm.ne Com.le appronti uno spazio adeguato ed una veloce connessione INTERNET ...
Presto, dunque, grazie alla generosita’ ed all’intelligenza di nostri numerosi concittadini, un “Internet Cafe’” sara’ disponibile per i ragazzi della nostra piu’ storica Frazione. Inoltre preziosi rifiuti sono stati riciclati con benefici effetti sulla casse comunali ...
A Settembre riprendera’ la raccolta per poter aiutare altre realta’: aspettiamo ancora i cittadini con i loro vecchi PC !
Per maggiori informazioni:
auser.peschiera@hotmail.it info@circolonuovasardegna.it
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Prossimamente al Circolo:
In vista di una prossima mostra sui murale sardi ecco una breve anticipazione tratta dal sito:
Murales in Sardegna
che ringraziamo per la gentile concessione.
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«Nel poligono qualcosa che fa paura»
L’esperta Antonietta Gatti parla della situazione a Salto di Quirra
... che vi è una correlazione fra le attività militari e le patologie della popolazione, comprese le malformazioni dei bimbi di Escalaplano degli anni '80. ...
Intervista del Corriere Canadese leggi
QUI
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---Galleria fotografica-
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dal circolo
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utenti in linea adesso
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Account Login entry....
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discussioni in corso (ingiurie comprese)
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Antichi Torronai a Tonara

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No sias isciau
di Remundu piras
O Sardu, si ses sardu e si ses bonu,
semper sa limba tua apas presente:
no sias che isciau ubbidiente
faeddende sa limba e' su padronu.
Sa nassione chi perdet su donu
de sa limba iscumparit lentamente
massimu si che l' 'essit dae mente
in iscritura che in arrejonu.
Sa limba 'e babbos e de jajos nostros
no l' usades pius nemmancu in domo
pruite pòbera e ruza la creides.
Si a s' iscola no che la jughides
pro la difunder menzus, dae como
sezis dissardizende a fizos bostros.
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